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Chi sta salendo le scale? Giovedì il Festival di Cannes svela la selezione ufficiale

Chi sta salendo le scale?  Giovedì il Festival di Cannes svela la selezione ufficiale
Chi sta salendo le scale?  Giovedì il Festival di Cannes svela la selezione ufficiale

Un mese prima della competizione per la Palma d’Oro, giovedì il 75° Festival di Cannes ha svelato una selezione ufficiale che promette di coniugare arte e glamour, ma difficilmente dimenticherà la politica, nel bel mezzo della guerra in Ucraina.

I registi di tutto il mondo guarderanno alle 11 il cinema degli Champs-Elysées, dove il Delegato Generale, Thierry Frémaux, annuncerà l’elenco degli eletti. Può anche annunciare il nome della persona che succederà a Spike Lee come presidente della giuria. La rivista di settore varietà scommetti su Penelope Cruz o Marion Cotillard.

20 contendenti alla Palma d’Oro

Più di 2.000 film sono stati presentati per questa edizione dell’anniversario. Tornando alle consuete date pre-pandemia dal 17 al 28 maggio, il festival potrebbe fornire una piattaforma per i registi ucraini o per i russi che rompono con il regime di Putin.

Dopo l’invasione, Cannes annunciò subito che non avrebbe ospitato “Delegazioni russe” ufficialmente, ma sarebbero registi famosi come Kantemir Balagov (nota di prova), 30 anni, fuggito dalla Russia, o dal suo primogenito, Kirill Serebrennikov (leto), 52 anni, enfant terrible della creazione contemporanea che aprirà il Festival d’Avignon come direttore.

Da parte ucraina, possiamo contare sul regista Sergei Loznitsa, che ha presentato un film sulla distruzione delle città tedesche da parte degli Alleati alla fine della seconda guerra mondiale.

Si prevede che venti contendenti alla Palma d’Oro si sfideranno, dieci mesi dopo l’edizione di luglio 2021, in cui la francese Julia Ducournau è stata incoronata per Titanio† Grandi nomi sarebbero nelle fila: i professionisti sperano in un ritorno in competizione da David Cronenberg, film di fantascienza horror per il quale ha collezionato Viggo Mortensen, Kristen Stewart e Léa Seydoux, o dall’australiano George Miller, il padre di pazzo max

“Elvis” e Tom Cruise fuori concorso

Citati anche lo svedese Ruben Ostlund, Palma d’Oro 2017 con lo stridulo La piazzache ancora una volta seziona i costumi contemporanei Triangolo di dolore, o l’ambizioso progetto di Terrence Malick sulla vita di Cristo, con Mark Rylance nei panni di Satana.

Si citano poche registe, a parte l’americana Kelly Reichardt, apprezzata dalla critica, o le francesi Rebecca Zlotowski o Alice Winocour, ciascuna per i film con la franco-belga Virginie Efira, che è anche cerimoniere di apertura e cerimonia di chiusura quest’anno.

Cannes potrebbe essere tentato di giocare di nuovo la carta sudcoreana, dopo aver scommesso bene nel 2019 incoronando Parassita di Bong Joon-ho, che ha vinto l’Oscar al miglior film. Quest’ultimo potrebbe tornare con il suo ultimo film, proprio come il suo connazionale Park Chan-Wook.

Ancora niente Netflix o Apple sulla Croisette

Se è probabile che il cinema francese sia nuovamente ben rappresentato, le regole di Cannes, che escludono dalla piattaforma del concorso quei film che non escono nelle sale francesi, escluderebbero invece dalla Croisette il film di Netflix. Capelli biondiuna rilettura della vita di Marilyn Monroe con Ana de Armas.

Mentre i grandi autori non esitano più a salire sulle piattaforme (Scorsese o Jane Campion su Netflix, presto Ridley Scott su Apple…), e le abitudini degli spettatori si evolvono, Thierry Frémaux vorrebbe che questa regola cambiasse, ma i francesi gli espositori, nel consiglio di amministrazione del festival, si oppongono.

Finora sono filtrate pochissime informazioni su questa 75a edizione, l’ultima dal presidente Pierre Lescure, che ha annunciato che avrebbe ceduto il controllo a luglio a un avvocato, Iris Knobloch, ex WarnerMedia. È segnato dalla fine della partnership con Canal+, sostituito da un team di France Télévisions/Brut, e dall’arrivo come partner di TikTok.

Fuori concorso, il festival ha annunciato la presenza di Tom Cruise, tornato in cabina di pilotaggio per assistere a un seguito del mitico 35 anni dopo Top Gune l’attesissimo film biografico, elvis, di Baz Luhrmann.

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