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Declino in vista in Europa, preoccupazione per il carburante della Fed – 04/06/2022 alle 08:34

SI PREVEDE LA CADUTA DELLE IMPORTANTI BORSE DI STUDIO EUROPEE

SI PREVEDE LA CADUTA DELLE IMPORTANTI BORSE DI STUDIO EUROPEE

di Marc Angran

PARIGI (Reuters) – Mercoledì è previsto un calo delle principali borse europee sulla scia di Wall Street e Tokyo, dopo le ultime dichiarazioni dei funzionari della Federal Reserve statunitense che hanno espresso timori per un rapido inasprimento della politica monetaria negli Stati Uniti che pesa sulla crescita e alimenta l’aumento dei rendimenti obbligazionari e del dollaro.

I futures su indici suggeriscono un calo dello 0,41% per il CAC 40 a Parigi, dello 0,17% per il Dax di Francoforte e dello 0,16% per l’EuroStoxx 50, mentre il FTSE 100 a Londra dovrebbe rimanere praticamente invariato.

Il governatore della Fed Lael Brainard, considerato moderato, ha dichiarato martedì di aspettarsi che la banca centrale torni a una politica monetaria “più neutrale” entro la fine di quest’anno con una combinazione di aumenti dei tassi e un rapido taglio del bilancio.

Le sue dichiarazioni hanno rafforzato lo scenario di numerosi aumenti dei tassi sui fondi federali di mezzo punto (“fed fund”) durante i prossimi incontri della Fed per frenare l’inflazione.

Per Kristina Hooper, responsabile della strategia di mercato di Invesco, “deve avere un effetto negativo sulle azioni perché aumenta le possibilità di una recessione. La Fed, se diventa offensiva, troverà sempre più difficile fare un atterraggio morbido”.

Da parte sua, Mary Daly, presidente della Fed di San Francisco, ha detto che non si aspetta una recessione in questa fase, anche se l’economia potrebbe avvicinarsi.

In questo contesto, gli investitori studieranno attentamente il verbale della riunione della Banca centrale statunitense di marzo, che sarà pubblicato alle 18:00 GMT.

Altro motivo di preoccupazione per gli investitori: l’impatto sull’economia della nuova ondata dell’epidemia di COVID-19 in Cina, segnata dal calo dell’indice Caixin di attività nei servizi a 42,0 di marzo dai 50,2 di febbraio.

In Europa, il primo indicatore della giornata non è certo più incoraggiante, in quanto mostra un calo molto più forte del previsto a febbraio (-2,2%) degli ordini industriali in Germania.

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I rendimenti dei Treasury USA continuano a salire, ai massimi da inizio 2019 per il biennio a 2,5674% (+6,3 punti base), da dicembre 2018 per il quinquennio a 2,7618% (+5,5 punti) e da Marzo 2019 per il decennale 2,6069% (+6,5 punti).

Il discorso di Lael Brainard sull’aumento dei tassi della Fed e sulla contrazione del bilancio, accompagnato da massicci disinvestimenti dalle banche centrali nei prossimi mesi, non fa che alimentare la marea di vendita.

In Europa il rialzo si sta indebolendo: il tedesco di 10 anni scende di poco più di un punto allo 0,626% e si mantiene al di sotto del punto più alto della scorsa settimana.

I CAMBIAMENTI

La prospettiva di un inasprimento della politica monetaria statunitense è vantaggiosa anche per l’apprezzamento del dollaro, che è al suo punto più alto da maggio 2020 rispetto a un paniere di valute di riferimento, guadagnando un altro 0,28% dopo essere balzato dallo 0,5% di martedì.

L’euro, invece, ha sofferto, scendendo sotto 1,09$ per la prima volta in tre settimane.

A WALL STREET

Martedì la Borsa di New York ha chiuso in forte ribasso, appesantita dai titoli tecnologici che hanno risentito dei commenti della Fed su possibili misure aggressive per contenere l’inflazione.

L’indice Dow Jones è sceso dello 0,8% o 280,7 punti a 34.641,18, lo Standard & Poor’s 500 ha perso 57,52 punti (-1,26%) a 4.525,12 e il Nasdaq Composite ha perso 328,39 punti (-2,26%) a 14.204,17, il calo percentuale più grande di un mese in una sessione.

Tra i pesi massimi del settore tech, sensibili alle aspettative di rialzi dei tassi, Apple ha perso l’1,89% e Amazon il 2,55%.

In controtendenza, Twitter ha guadagnato un altro 2% il giorno dopo un balzo del 27,1% dopo aver annunciato l’imminente adesione al consiglio di Elon Musk, il boss di Tesla che è diventato il suo primo azionista.

I futures suggeriscono un’apertura leggermente inferiore per ora.

IN ASIA

Alla Borsa di Tokyo, l’indice Nikkei ha chiuso la giornata in rialzo dell’1,58% a 27.350,30 punti, poiché le prospettive di stretta monetaria negli Stati Uniti hanno pesato sul sentiment degli investitori.

In Cina, dove i mercati sono rimasti chiusi lunedì e martedì, il trend è maggiormente influenzato dalle preoccupazioni per la nuova ondata dell’epidemia di COVID-19 e dalla contrazione dei servizi.

Lo Shanghai SSE Composite ha perso lo 0,19% e il CSI 300 lo 0,53%.

IL PETROLIO

Il mercato petrolifero è titubante in attesa di decisioni ferme su possibili nuove sanzioni occidentali contro la Russia che potrebbero ridurre l’offerta globale.

Questo fattore, che potrebbe sostenere i prezzi, è contrastato da diversi fattori al ribasso, siano essi il rialzo del dollaro, l’aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti (+1,1 milioni di barili la scorsa settimana secondo l’American Petroleum Institute quotato dal mercato fonti)) o l’ampliamento del contenimento a Shanghai.

Il Brent ha guadagnato lo 0,42% a 107,09 USD al barile e il light crude statunitense (West Texas Intermediate, WTI) lo 0,24% a 102,20 USD.

(con Lewis Krauskopf a New York)

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