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è uno dei tre minorenni arrestati

Nel sud dell’isola, uno dei tre minori arrestati è sospettato di tentato omicidio di Morgane, la ragazza di 14 anni, ritrovata ferita lunedì dopo due giorni di scomparsa. Coinvolti anche gli altri due. Cosa rischiano i sospettati?

Questo mercoledì, 20 aprile, tre adolescenti, di 14 e 15 anni, sono stati portati davanti a un giudice nel pomeriggio al termine della loro detenzione presso la stazione di polizia di Saint-Pierre. Uno dei tre minori arrestati è sospettato di un attentato a Morgane.

La ragazza di 14 anni è stata ritrovata lunedì sera a Saint-Pierre, sulle alture della Terra Santa, due giorni dopo la sua scomparsa. La sua prognosi vitale non è più preoccupata, ma ha ancora gravi ferite alla testa.

L’accusa ha sequestrato il gip per i reati di tentato omicidio, ossia omicidio premeditato, reato punibile con l’ergastolo. Stasera, il procuratore di Saint-Pierre, Caroline Calbo, spiega che: “Solo uno dei tre minori è rimasto coinvolto nei violenti colpi alla testa della vittima”.

“Per gli altri due si intende la complicità, lei aggiunge. In caso negativo, questi due minori potrebbero anche essere accusati di non aver aiutato una persona in pericolo, reato che comporta una pena detentiva di cinque anni).

Per i tre minorenni è necessaria la custodia cautelare. “Data la loro giovane età, i dibattiti dovrebbero svolgersi a porte chiuse e ad un’ora molto tarda”, aggiunge il pm.

I ragazzi erano bloccati, due da lunedì sera e l’ultimo da ieri, “perché i fatti sono gravissimi”spiega Maître Julie Daguenet, avvocato dello studio di Georges-André Hoarau.

Per i minori l’affidamento non è lo stesso degli adulti. “La presenza dell’avvocato è obbligatoria, completare il maestro DaguenetI genitori sono avvisati e possono assistere alla tutela.

“Solo perché sei minorenne non significa che non puoi essere penalmente responsabile,” continua il maestro Daguenet. “Nel diritto penale, il tentato omicidio è punito severamente quanto il reato”aggiunge l’avvocato. Anche qui le circostanze aggravanti sono due: la vittima ha meno di 15 anni ei reati sono stati commessi in assemblea. Rischiano quindi l’ergastolo. Ma beneficeranno di quella che viene chiamata la scusa della minoranza: poiché hanno meno di 16 anni, la loro pena è ridotta almeno al massimo di 20 anni.

Guarda il reportage di Réunion la 1ère:

Al momento della pronuncia della sentenza, i minori sono collocati in centri di detenzione in locali appositamente attrezzati per i minori. Non esiste un mix piccolo/grande. C’è anche un tribunale speciale per i minori a porte chiuse.


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