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Meglio all’ombra – Il condotto uditivo

patrick watson lo ha detto in un’intervista al collega Philippe Renaud, che sia breve o meno, che si chiami album o meno, non gliene frega niente. Ora vuole creare storie che stanno da sole. Con questo spirito ha pubblicato Una sirena a Lisbona l’anno scorso. È nello stesso ordine di idee che presenta Meglio all’ombra

Troviamo su Meglio all’ombra un posto più grande per i sintetizzatori, una tendenza che è venuta alla ribalta con Canzoni d’amore per i robot nel 2015. Qui invece l’integrazione con il pianoforte tradizionale di Watson è più organico. Come se dovesse tornare a qualcosa di più naturale, come i suoni golf e poi sperimentare Una sirena a Lisbona e davvero impegnato in un’estetica sonora ibrida Meglio all’ombra

Funziona particolarmente bene quando si segue l’infilata diOde a Vivian e Piccoli momenti† È anche nelle foto di Vivian Maier, una fotografa diventata famosa solo dopo la sua morte, che ha trovato parte dell’ispirazione per questo nuovo album. Persino patrick watson non parlare mai di una pandemia Meglio all’ombrale riflessioni portate avanti sull’importanza dell’amore e del contatto umano, sui momenti della quotidianità che nascondono una magia o su una particolare ricerca del blues su Blusono domande o carenze sperimentate negli ultimi anni.

L’album si basa su altri 5 pezzi importanti che sono collegati da momenti di transizione. Scorre in modo naturale e abbiamo quasi superato i 22 minuti dell’album. So che non ci interessano le etichette, ma è ancora piuttosto breve. D’altra parte, a differenza di molti EP, la cui cornice narrativa è sottile, qui, patrick watson fornito un filo conduttore musicale e tematico. I due pezzi che fungono da transizioni sono relativamente interessanti, ma poiché fungono più da raccoglitore che da materiale, li aggiriamo rapidamente.

Dobbiamo parlare del pezzo bello e delicato Altezza del sentimento in cui scambia la voce con La Force (Ariel Engle). Un sottofondo di sintetizzatori dai toni sobri, ma davvero più incentrati sulle percussioni, fa da cornice a queste due voci che fanno una danza, come un balletto elegante e malinconico. Una delle migliori canzoni che ho sentito quest’anno. Il lato sensibile dei due interpreti è commovente e ci fa desiderare un abbraccio che ancora non conosciamo.

A proposito, avanti Meglio all’ombrapatrick watson è ben circondato: Andrew Barr e Mishka Stein disegnano con lui alcune composizioni e la cantante Charlotte Loseth lo accompagna Stare e Blu† Ci sono anche Sarah Pagé e Sam Woywitka (FHANG).

In breve, possiamo dire che ha abbastanza successo per patrick watson sicuro Meglio all’ombra† Il più grande svantaggio è la breve durata di 22 minuti che è ancora più breve se si rimuovono i due pezzi che fungono da raccoglitori. Il fatto resta quello patrick watson rifiuta di stare fermo, continua ad evolversi come cantautore e non è caduto nella trappola di riprodurre costantemente la stessa cosa che ha funzionato l’ultima volta. Meglio all’ombra vale assolutamente la deviazione.

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